
Il Giotto: una combriccola di buffoni-criminali che si riuniscono in posti improbabili per dire che sono contro la pace (ops il sobconscio è venuto fuori), a favore della guerra (ops di nuovo), si insomma ... per la pace, contro la fame nel mondo, contro il cambiamento climatico (l'emergenza più trascurata oppure la falsa emergenza più pubblicizzata, non l'ho ancora capito), contro i genocidi e gli olocausti (sic).
Per dire queste fesserie, o banalità se preferite, che si potrebbero tranquillamente raccontare fra loro al telefono mentre parlano del tempo e delle mezze stagioni, spendono soldi miei che li guadagno con fatica a forza di bile per assicurare alle mie figlie un pochino di benessere sulle spalle di un paio di miliardi di poveracci oppressi da quelli del Giotto.
Un bell'affresco.
Padella

Povero Silvio. Solo 7 righe la tua biografia per i giornalisti americani. Silvio facci un regalo. Dopo 65 anni, buttali fuori. Loro e loro 90 testate nuicleari. Silvio, se tu fossi davvero un silvio anticomunsta li butteresti fuori a calci in culo questi comunisti di americani.
Fanno affari d'oro con l'ultima potenza comunista rimasta. Con la loro globalizzazione comunista del cazzo, a suon di mazzette a 4 decerebrati che ci dirigono, ci hanno costretto a spostare in Cina la nostra industria, il nostro know-how , il nostro lavoro, il nostro benessere. Dagli un calcio in culo e buttali fuori.
A proposito, che ci facevi col cinese un paio di giorni fa? Altri contratti coi comunisti? Oh Silvio se tu non fossi silvio e non avessi le idee confuse sui comunisti.
Daresti un calcio in culo ai comunisti d'occidente e uno nei coglioni a quelli d'oriente.
Padella
In perfetto stile anglosassone buona parte dei quotidiani europei, con in testa Repubblica e a seguire l'accozzaglia El Pais, Economist, Financial Times e risma di venduti, ci raccontano le malefatte sessuali di "papi" Berlusconi. Roba assolutamente insignificante al pari dei pompini a Bill di Monica.
A questo si aggiungano gli appelli mafiosi del velista per vocazione Pierminimo Dalema che afferma che "Papi ha raggiunto l'apice e ora comincia il declino. Un declino di cui all'estero si sono accorti molto più che da noi ...". 'A Minimo?! Una volta eri un rispettabile sovietico! Guarda come ti sei ridotto oggi: ad andare dietro agli intrighi dei poteri forti stranieri. 'A Minimo dì qualcosa di sinistra!
Povero Silvio.Finiranno col rendermelo simpatico. Riuscirò a resistere alla tentazione di votare per lui alle prossime elezioni? Sono anni che ne dico peste e corna. Finiranno col costringermi a votare per lui.
Povero Padella. Votare per un mandrillo o votare per il rettile alternativo? Il mandrillo in fondo è più vicino all'uomo.
Padella
P.S.
Ecco cosa scrive in merito il mitico Roberto Quaglia.
di Beppe Grillo
Italiani!!! E non rispose nessuno. Tra poco, nel 2011, ci sarà il centocinquantesimo anniversario della nascita dell'Italia. Il tempo è volato. L'italiano non è mai nato. In compenso la Nazionale di calcio ha conquistato quattro mondiali, due li ha persi in finale. Un risultato apprezzabile, ma non tale da giustificare le guerre di indipendenza (da chi?), l'occupazione del Mezzogiorno, decine di migliaia di patrioti meridionali sterminati come briganti, la Cassa del Regno delle due Sicilie depredata dai Savoia, la nascita di mafia, 'ndrangheta, camorra, la fame nel Triveneto con milioni di emigranti, il colonialismo straccione, due guerre mondiali, il fascismo, la perdita di sovranità nazionale dall'occupazione americana nel 1945, l'ingerenza e la prevalenza del Vaticano sullo Stato, la P2, le stragi di Stato, le migliaia di assassinati nel dopoguerra, da Ambrosoli a Impastato, da Dalla Chiesa a Pasolini, da parte dei poteri occulti, i servizi segreti deviati, Sindona, Andreotti, Lima, Ciancimino, Riina, Craxi, Gelli, Provenzano, Dell'Utri, il territorio e le città devastati, i servizi pubblici inesistenti, i partiti politici autoreferenziali e predoni delle risorse pubbliche, Berlusconi, la peggiore opposizione d'Europa, la distruzione del senso civico, la cancellazione dell'informazione, il debito pubblico tra i più alti del mondo, un Parlamento che pullula di condannati, un tessuto industriale allo sfacelo, una immigrazione senza controllo e senza vera accoglienza, milioni di disoccupati, la burocrazia peggiore dell'Occidente. Il Re in fuga a Pescara, Craxi a Hammamet, Mussolini a piazzale Loreto, lo psiconano con il piede sul predellino dell'elicottero e l'altro nel lettone di palazzo Grazioli. L'italiano mafia, spaghetti, zoccole e mandolino.Italiani!! E non rispose nessuno. Rossi di vergogna, verdi di rabbia, bianchi di sgomento. Sentimenti tricolori. L'Italia è nata dal nulla e lì è rimasta. Se 150 anni sembrano pochi per costruire una nazione, uno solo in più potrebbe essere insopportabile. Il centralismo e le decisioni prese nell'interesse della nazione sono scatole vuote, utili per il Ponte di Messina, per la TAV o per le centrali nucleari, per le infiltrazioni mafiose negli appalti. Davvero vogliamo altri centocinquantanni così? Italiani!!! E non rispose nessuno.
Come non essere d'accordo?
Padella
Che cosa accadde realmente il 2 giugno 1992 a bordo del Britannia, il panfilo della Corona d’Inghilterra, dove manager ed economisti italiani discussero con i banchieri britannici della prospettiva delle privatizzazioni in Italia? Una minicrociera di mezza giornata al largo di Civitavecchia attorno alla quale si è sviluppata la leggenda di un complotto per svendere l’industria pubblica italiana alla finanza anglosassone. Quali esponenti italiani vi parteciparono? Che effetti ebbe quella riunione?
Giuseppe Zaro , | giuseppezaro@yahoo.it
Caro Zaro,
Posso dirle anzitutto quello che accadde nei giorni seguenti. Vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana». L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche.
Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire. Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito.
Fra gli italiani che salirono a bordo del panfilo vi furono banchieri pubblici e privati, manager dell’Iri e dell’Efim, rappresentanti di Confindustria. Vi fu anche Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro nel governo di Giuliano Amato. Ma Draghi si limitò a introdurre i lavori del seminario con una relazione sulle intenzioni del governo italiano e scese a terra prima che la nave salpasse per l’Argentario. La crociera fu breve e pittoresca, con una orchestrina della Royal Navy che suonava canzoni nostalgiche degli anni Trenta e un lancio di paracadutisti da aerei britannici che si staccarono in volo da un incrociatore e scesero come stelle filanti intorno al panfilo di Sua Maestà. Fu anche utile? È difficile fare i conti. Ma non c’è privatizzazione italiana degli anni seguenti in cui la finanza anglo- americana non abbia svolto un ruolo importante.
Sergio Romano
www.corriere.it
16.09.2009
Il potere è gestito complottando. Giulio Cesare è morto a causa di 23 pugnalate di complottisti. Gli affari si fanno "complottando".
Padella
Il Baltic Dry Index
The Baltic Dry Index (BDI) is a number issued daily by the London-based Baltic Exchange. Not restricted to Baltic Sea countries, the Index tracks worldwide international shipping prices of various dry bulk cargoes.The index provides "an assessment of the price of moving the major raw materials by sea. Taking in 26 shipping routes measured on a timecharter and voyage basis, the index covers Handymax, Panamax, and Capesize dry bulk carriers carrying a range of commodities including coal, iron ore and grain."
Il Baltic Dry Index monitora l'andamento dei costi di trasporto via cargo di materie prime e semilavorati. E' quindi un indice molto seguito dagli analisti finanziari perchè precursore di crisi e riprese dei commerci mondiali.
Ricordo Tremonti che, parlando di Armaggeddon finanziario evitato ,faceva riferimento a non precisati indici di monitoroggio dei trasporti che erano in ripresa e che facevano sperare che si stesse fuori dal peggior momento della crisi. Il baltic era probabilmente uno di questi.
http://www.bloomberg.com/apps/cbuilder?ticker1=BDIY%3AIND
Il Baltic da luglio 2008 a Marzo 2009 ha perso qualcosa come il 90% del suo valore. Il che significa che se a Luglo 2008 spedire alluminio in Cina costava 100 €, a Marzo 2009 ne costava solo 10 di €!
Si da il caso che, dopo una crescita sostenuta nel mese di Maggio, il baltic abbai segnato battute di arresto in giugno e persino un lieve regresso.
Occhio quindi ai rettili che parlano di ripresa come se tutto fosse passato[1]. Prima di riprendere ad investire e impegnare risparmi occorre pensarci bene. Potremmo essere all'inizio di un nuovo e più agghiacciante tunnel finanziario. Comunque non siamo ancora fuori dal primo tunnel.
Padella
[1] (ANSA) - ROMA, 16 GIU - Il governatore di Bankitalia Mario Draghi invita da Berlino ''cominciare a considerare le strategie di uscita alla recessione''. Tra le misure invocate dal governatore, che e' anche presidente del Financial Stability Board, c'e' l'uscita delle politiche di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico e l'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione.
(ANSA) ROMA- Il senatore a vita Francesco Cossiga si dice "certo" che vi sia un progetto eversivo che vuole sostituire il premier Berlusconi con un non eletto, il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Intervistato dal Giornale, Cossiga vede a sostegno di Draghi "un piano trasversale tra il partito di Repubblica, il magnate Murdoch e pure Pierfurby Casini". Il leader dell'Udc, osserva l'ex capo dello Stato, "ha sempre puntato su Draghi in caso di parità elettorale" mentre Murdoch avrebbe, secondo il senatore a vita, "il dente avvelenato per la questione del digitale terrestre", questione "seria" perché solleva "una montagna di denaro". Di fronte a questo piano, "Berlusconi fa bene a difendersi", afferma Cossiga, perché "la prudenza non è mai troppa". Inoltre l'ex presidente della Repubblica ricorda che "già Scalfaro diede il governo a un non eletto, rimangiandosi la promessa delle elezioni". Tra i beneficiari del progetto però, "assolutamente" non c'é il presidente della Camera Fini, aggiunge Cossiga, perché lui "si sta creando la sua piattaforma".
Quando Cossiga parla di Draghi e di complotti mi piace un sacco.
Padella
(ANSA) - ROMA, 15 GIU - Il debito pubblico pesa per 83.000 euro sulle spalle di ogni famiglia, 29.166 per ognuno dei 60 milioni di italiani, dicono i consumatori. Questo gravame, secondo i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, poteva essere ridotto utilizzando le dismissioni di oro e riserve della Banca d'Italia (67 miliardi) come hanno fatto tutti i Paesi dell'area euro ed attuando politiche economiche di dismissioni dell'enorme patrimonio del demanio, neppure ben censito'.
E meno male che questi lannutti e Trefiletti sono dalla parte dei consumatori! Cederebbero riserve auree e demanio dello stato per coprire il debito pubblico, senza domandarsi come mai siamo arrivati a tanto debito pubblico. Poi una volta ceduti tutti i beni dello stato ai soliti noti a fronte della truffa del debito pubblico che cosa restrerà per coprire l'ancora presente voragine del debioto pubblico? Sessantamilioni di culi dei cittadini?
Se vogliono gli spiego io dove andare a cercare le cause del buco. Una volta capite le cause si capisce anche come fare ad azzerarlo 'sto debito. O forse le conoscono già?
Padella