di Francesco Giavazzi
Ci siamo infilati in una situazione assurda (io non mi sono infilato da nessuna parte, i banchieri forse si sono infilati) . I prezzi delle attività finanziarie, e quindi la ricchezza delle famiglie, sono precipitati, quasi che le economie del mondo fossero state tutte rase al suolo da un bombardamento globale, come la Germania nel 1945. In pochi mesi nel mondo è stata bruciata ricchezza per un valore di circa 40 mila miliardi di dollari. In una settimana Wall Street ha perso il 13 per cento; in poco più di un anno il valore delle azioni americane si è dimezzato. Ma non c’è stato alcun bombardamento: le aziende sono ancora tutte lì, anche le case, anche le nostre risorse naturali e i lavoratori hanno la medesima esperienza oggi che avevano ieri. È la sfiducia che ha trascinato il mondo in questa situazione assurda ed è da lì che occorre partire (La sfiducia non ha trascinato nessuno, i governi che hanno ceduto il governare alle banche e le banche irresponsabili ci hanno trascinati. La sfidicia come la paura è solo autodifesa. Io dei carnefici non mi fido.). La prossima sarà una settimana cruciale. (Per inciso: ovunque si sentono urla di panico. Come dicevo unn po' di giorni fa, ne vedremo delle belle nelle prossime settimane)
Se la caduta di Wall Street non si arresta, il vortice rischia di accelerare: un’ulteriore caduta della ricchezza delle famiglie americane rallenterebbe ancor più i consumi e cancellerebbe gli effetti dello straordinario piano fiscale approvato la scorsa settimana dal Congresso. Che fare? Innanzitutto non dimenticare che (grazie alla globalizzazione) mai il mondo era cresciuto tanto rapidamente quanto nel decennio precedente la crisi. E non solo i Paesi ricchi: per la prima volta anche l’Africa sub-sahariana aveva cominciato a crescere. (Cazzata sublime: da quando la globalizzazione ha cominciato a spostare industrie da occidente a oriente, l'occidente e i suoi cittadini, ha conosciuto un costante impoverimento e un peggioramento della qualità della vita. L'Africa poi è martoreiata da genocidi e pirateria). Certo, c’erano molte debolezze: il prezzo delle abitazioni in qualche Paese era salito troppo; negli Stati Uniti ad alcuni immigrati recenti erano stati concessi mutui che non potevano permettersi; le banche si erano illuse di aver diversificato il rischio e invece spesso non lo avevano fatto (le banche non hanno diversificato il rischio, l'hanno scaricato tramite truffa) ; la regolamentazione faceva acqua; il Congresso aveva consentito che Fannie Mae e Freddie Mac, istituzioni che avrebbero dovuto essere dei semplici fondi di garanzia, si trasformassero in speculatori aggressivi, trasferendo il rischio su contribuenti ignari.(Si chiama corruzione, che non ha niente a che vedere con l'ingenuità e l'incompetenza).)
Ma tutto questo non giustifica l’abisso in cui siamo caduti. (io come altri milioni non sono caduto in nessuno abisso, mi ci stanno spingendo a poco a poco) I mutui negli Stati Uniti oggi non valgono praticamente più nulla e tuttavia il prezzo delle case è sceso del 20-30%, non si è azzerato. Nelle città americane le abitazioni non sono scomparse, sono ancora tutte lì: varranno meno di due anni fa, ma dubito che non valgano più nulla. Come riportare il mondo alla ragionevolezza, (bella questa, è il mondo che è irragionevole, non il ssitema finanziario che è in bancarotta) come arrestare questa spirale perversa? È possibile e potrebbe non costare nulla. (????) Il vortice in cui sono entrate le Borse dipende dalle banche (1 cosa vera!!!) : in una settimana Citigroup ha perso metà del suo valore e un’azione oggi vale meno di due dollari (ne valeva 50 un anno e mezzo fa). Ma la banca non è fallita : lo sarebbe se davvero pensassimo che le case e le aziende americane non valgono più nulla, ma così non è. Per far uscire i mercati dal vortice della sfiducia il governo americano dovrebbe garantire tutte le attività finanziarie collegate al mercato immobiliare (fantastico!!! La soluzione è che pantalone dà un altro premio ed un altro po' del poco dei suoi soldi ai banchieri che già si sono mangiati l'inimmaginabile), cioè impegnarsi ad acquistarle a un prezzo prefissato, superiore all’attuale prezzo di mercato.
Una simile garanzia rialzerebbe immediatamente i prezzi e con essi la ricchezza delle famiglie. (Oibò e chi li paga questi acquisti governativi?!) Risolverebbe anche i problemi delle banche (1 altra cosa vera!) . Come per Citigroup, se le banche americane siano, o meno, fallite, dipende dai prezzi delle attività che hanno in bilancio: se il prezzo di questi titoli è zero sono tutte fallite (apocalisse) ; se il prezzo è ragionevole non lo è nessuna (ieri il governatore Draghi ha proposto garanzie pubbliche non sullo stock di attività oggi detenute dalle banche, ma sui nuovi prestiti, un intervento che va nella medesima direzione e aiuterebbe a far ripartire il credito alle nostre aziende). (Date a me date a me dice Draghi. Come se la soluzione per tornare ricchi sia quello di dare quello ti rimane a chi già prima ti ha derubato!) A quale prezzo dovrebbero essere offerte queste garanzie? Certo non ai prezzi precedenti la crisi, ma nemmeno ai prezzi di oggi, che per molti titoli sono prossimi a zero. Una possibilità è usare i prezzi precedenti il fallimento di Lehman, cioè quando i mercati già scontavano la crisi, ma prima del crollo.
E quanto costerebbero le garanzie ai governi? È probabile che su alcuni titoli il governo perda, cioè che i prezzi di realizzo siano inferiori al valore della garanzia. Ma per la maggior parte — quando il mondo tornerà alla ragionevolezza — il prezzo salirà ben oltre il valore della garanzia: in questi casi si potrebbe tassare la plusvalenza. Non solo le garanzie potrebbero non costare nulla: per i contribuenti potrebbero rivelarsi un grande affare. (AHAHAHHA. Se è un grande affare perchè i contribuenti non se le comprano con i propri risparmi? Che fine a fatto il granmde libero mercato globbbale?) In questo fine settimana a Washington si è fatta strada anche un’altra idea: essa pure potrebbe spegnere il vortice senza costare nulla. Sul Washington Post Ricardo Caballero, economista del Mit, (a beh allora se è del MIT) ha proposto che il governo si impegni ad acquistare fra due anni il doppio delle azioni delle quattro maggiori banche al doppio del prezzo di oggi. Il primo effetto sarebbe quello di raddoppiare il capitale delle banche tramite fondi privati.(bella soluzione: il contribuente americano acquista un po' di fudffa forzatamente. Okkio sono armati.)
Nello stesso tempo il prezzo delle azioni salirebbe immediatamente vicino al livello della garanzia pubblica, sollevando tutto il mercato. Anche questo provvedimento non costerebbe nulla ai contribuenti, a meno che davvero pensiamo che l’economia americana sia come la Germania del ’45. (L'economia americana è peggio di quella della della Germania del '45: è come quella dell'URSS dell'89) Il vantaggio rispetto alle garanzie sull’attivo delle banche è che in questo caso basta un annuncio: potrebbe accadere già domani. Delle garanzie sull’attivo delle banche ci sarà comunque bisogno, ma per quelle c’è un po’ più di tempo (qualche giorno, non qualche mese). Ciò che invece accelera il vortice è parlare di nazionalizzazioni. Nazionalizzare una banca significa azzerare (o almeno diluire) il capitale degli azionisti (poveri azionisti delle banche) : non c’è da sorprendersi se questo rischio fa crollare le Borse. Fortunatamente ieri l’amministrazione Obama ha preso le distanze da chi chiede nazionalizzazioni. Nella scena più famosa di Mary Poppins, Mr Dawes, l’anziano impiegato di banca, spaventa il piccolo Michael tentando di sottrargli un penny. La gente non capisce, (la gente è ignorante, non capisce si merita di essre derubata secondo questo signore prezzolato ...) si impaurisce e travolge la banca. (è la gente che travolge la banca, non la banca che truffa la gente prima con la spazzatura e poi col fallimento) È per evitare questi panici che sono nate le garanzie pubbliche sui depositi bancari. (AHAHHAHAHA. Le garanzie pubbliche sui depositi sono nate per proteggere la truffa dei banchieri: loro si possono accollare qualsiasi rischio, tanto paga pantalone.) La prossima settimana il mondo potrebbe avvitarsi in una depressione, (urla di panico, non faccio che leggere urla di panico. Ricordo il sorriso smagliante di Berlusconi che solo qualche mese fà diceva di avere fiducia: Tranquiiiiilli tutto ooook) ma se accadrà sarà solo responsabilità nostra,(AHAHHAHHA te opareva è colpa del truffato) cioè dei nostri governanti. (Sottile ragionamento truffaldino: i governanti li avete eletti voi e quindi la colpa è vostra. Sbagliato: anche i governanti sono stati eletti dai banchieri dai loro soldi e dai loro media.) Il mondo non è radicalmente diverso oggi da quanto fosse un anno fa, tranne che si è persa la fiducia. (AHAHHAHAH. Ma a chi la vuoi dare a bere? Se il mondo non è diverso, come mai si lavora il doppio di trent'anni fa guadagnando la metà in termini reali? Il mondo semplicemnte è andato marcendo e il suo fetore dall'anno scorso non si riesce più a nasconderlo nemmeno sotto montagne di channel n 5). ) È da questa osservazione che deve partire l’opera di ricostruzione. (L'opera di ricostruzione può avvenire solo individuando e rimuovendo le cause della distruzione).
(Reuters) NEW YORK -- Renowned investor George Soros said on Friday the world financial system has effectively disintegrated, adding that there is yet no prospect of a near-term resolution to the crisis.
Soros said the turbulence is actually more severe than during the Great Depression, comparing the current situation to the demise of the Soviet Union.
He said the bankruptcy of Lehman Brothers in September marked a turning point in the functioning of the market system.
"We witnessed the collapse of the financial system," Soros said at a Columbia University dinner. "It was placed on life support, and it's still on life support. There's no sign that we are anywhere near a bottom."
His comments echoed those made earlier at the same conference by Paul Volcker, a former Federal Reserve chairman who is now a top adviser to President Barack Obama.
Volcker said industrial production around the world was declining even more rapidly than in the United States, which is itself under severe strain.
"I don't remember any time, maybe even in the Great Depression, when things went down quite so fast, quite so uniformly around the world," Volcker said.
Padella
(ANSA)- FOGGIA, 18 FEB - Per Emma Mercegaglia 'si potrebbe decidere che per un anno i flussi di Tfr non vadano all'Inps, ma restino all'interno delle imprese'. Il presidente di Confindustria per superare la crisi propone anche che i flussi del Tfr servano a 'creare un fondo di garanzia che aiuti il sistema del credito alle piccole e medie imprese'. 'Il tema del credito - ha aggiunto - e' fondamentale servono decisioni concrete perche' se non c'e' credito si blocca il sistema delle imprese, ancor piu' al Sud'.
ANSA) - ROMA, 18 FEB - Diciotto mila miliardi di euro: e' la stima sull'entita' degli asset a rischio di tossicita' delle banche europee.E' contenuta in un documento riservato della Commissione europea- reso noto da Milano finanza- discusso la scorsa settimana dai ministri delle Finanze dell'Ue in sede Ecofin. E' una prima bozza delle linee guida che i governi dovranno tenere in tema di quantificazione degli asset tossici nei bilanci delle banche europee.
(ANSA) - BERLINO, 18 FEB - Il governo tedesco ha approvato una proposta di legge volta a facilitare la nazionalizzazione delle banche in crisi. E se necessario anche attraverso l'esproprio delle azioni degli istituti. Lo ha confermato oggi il ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbrueck (Spd), durante una conferenza stampa tenuta a Berlino.
E' il vizio dei potenti: fare ciò che vogliono con ciò che non gli appartiene. Emmuccia attaccati a ...!
Da notare l'entità degli asset tossici a livello europeo: 18000 miliardi. Più di 10 volte il PIL italiano. A occhio e croce per le sole banche italiane corrisponderanno a 3000 miliardi: almeno ad un paio di PIL italiani. Se ce li mette il governo italiano a favore delle banche senza contropartita, ci fa lavorare per i banchieri 4/5 anni di seguito a gratis (supponendo le tasse il 50% del PIL). Detto in altri termini si fregheranno l'equivalente in risparmi di almeno un quinquennio di sudore.
In realtà le misure da intraprendere in questa crisi sono le seguenti:
1 nazionalizzazione del sistema bancario
2 nazionalizzazione dell'ente emittente moneta
3 lento e graduale ritorno al "sound money": cioè 100% di riserva frazionaria richiesta alle banche, coperta da valore (oro o altri asset "solidi")
4 riprivatizzazione lenta del sistema bancario con riserva a 100%.
5 nel frattempo, graduale protezionismo, ovvero graduale ritorno alla produzione/consumo interno, per mettersi al riparo dagli tzunami finanziari e dai protezionismi vari che decolleranno a breve a seguito del crollo anglosassone che si sta tirando dietro anche tutta l'asia (Corea, Giappone e forse Cina, se questi ultimi non si creeranno il più grande mercato interno mondiale nel corso dei prossimi pochi mesi/anni).
Su quest'ultimo punto l'Italia avrebbe anche un bel vantaggio: scarso indebitamento dei privati, ampio tessuto imprenditoriale medio piccolo, ampio mercato (60 milioni di abitanti).
Naturalmente nessuna di queste misure viene presa in considerazione dalla nostra squinternata dirigenza votata agli interessi altrui dal cittadino italiano, che grida no al protezionismo e sì al sacrificio del solito cittadino italiano istupidito dai TG e dai giornali.
Tedeschi e Francesi (per nonparlare di Russi e Cinesi) hanno ben altra dirigenza: Sarkozy comincia a fare del protezionismo (auto), la Merkel si predispone a nazionalizzare il sistema bancario tedesco. Putin ... ha le palle e gli bastano.
Padella
(ANSA) - ROMA, 17 FEB -I rappresentanti della California non sono riusciti ad approvare la maxi manovra da 40 mld di dlr per salvare lo stato vicino alla bancarotta. Malgrado una seduta record di 30 ore e 3 giorni di colloqui. Se la manovra non verra' approvata,secondo lo 'state controller'(addetto al controllo delle finanze statali),la California potrebbe ritrovarsi senza un soldo entro il mese.Il portavoce del governatore Schwarzenegger ha detto che 20.000 impiegati statali rischiano il posto di lavoro gia' da giugno.
(ANSA) - BRUXELLES, 17 FEB - Neelie Kroes lancia l'allarme: 'l'esposizione delle banche verso gli asset tossici e quelli deteriorati continua a crescere'. La commissaria Ue alla concorrenza parla di 'numeri sbalorditivi' e sottolinea che 'siamo ancora lontani dalla ripresa'. Per questo - sottolinea - e' piu' che mai necessario che i piani di sostegno alle banche siano 'coordinati e coerenti' con le regole europee. E questo non e' negoziabile'', aggiunge Kroes.
Ho come l'impressione che ne stiamo per vedere delle belle. USA e UE alla fine del processo potrebbero non esistere più. Non come li conosciamo almeno.
Padella
