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Ho due figlie piccole. La prima ho permesso per ignoranza che fosse vaccinata. E' andata bene. Poi mi sono informato. La seconda non è stata vaccinata.
Non fate vaccinare i figli.
Per informazioni: www.comilva.org
Padella
da luogocomune.net: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=451
"Pietro e' nato il 31/12/1999, perfettamente sano. Il 22/03/2000 ha effettuato la prima vaccinazione obbligatoria, pentavalente come caldamente consigliato dalla pediatra: Difterite-tetano-pertosse, Epatite B, Polio. Dopo 4 ore dal vaccino, Pietro ha iniziato un pianto lamentoso che non si è mai interrotto fino a mezzanotte. Poi ha iniziato a muovere i piedi con una strana pedalata, sguardo assente verso l'alto, rifiutando latte o altro. Il giorno dopo lo portiamo in ospedale. Due giorni dopo in sala di rianimazione. Encefalite con insufficienza respiratoria. Ora, settembre 2000, Pietro è cerebroleso con lesioni sparse su tutta la corteccia cerebrale, cieco, non usa le mani, non sta seduto ed è epilettico. Ha in media quattro crisi al giorno che lo riducono a uno straccio. I medici hanno negato che la causa di tutto sia stato il vaccino. Non hanno trovato altre cause. Siamo usciti dall'ospedale senza diagnosi. Nessuno ci ha però richiamato per fare le altre dosi dei vaccini. Verona."
La mia simpatia va a Veronica Rachele Berlusconi. Anche, se a dire il vero, ha scelto lei di sposare un uomo potente e anche un po' animatore di villaggio.
Del resto ho sempre avuto simpatia per le cortigiane ...
Padella

Berluscao sposta il G8 dalla Maddalena a l'Aquila: "Così i no global non avranno il coraggio di manifestare".
Chiaramente i no global a cui si riferisce non sono quei 50 imbecilli prezzolati dai soliti noti che vanno in giro a spaccar vetrine. Sono i normali impiegati, operai, casalinghi\e che nel giro di questi rampanti anni di globalizzazione hanno visto i propri risparmi spostarsi nelle tasche di ladri di galline e i propri lavori spostarsi dall'altro capo del mondo presso schiavi di comunisti e capitalisti.
Mi auguro che i Giotti vengano tutti ospitati in tende di cemento armato fatto colla sabbia del litorale adriatico.
Padella
Berlusconi in Abruzzo: "C'è tutto, non manca niente. Cibo, medicinali, coperte, assistenza.
Bisogna vedere le cose con un po' di ottimismo e fare come se si
trattasse di una fine settimana in campeggio".
E' tutta colpa di Letta. Ci ha provato a installargli un dispositivo di telecomando vocale (per la voce), in maniera che non dicesse più cazzate e si attenesse al copione. Ma le terminazioni nervose prive di neuroni del nostro pagliacciotto artesclerotico hanno bypassato la centralina nucale di Letta e Silvietto ha ricominciato a dire puttanate con grande gioia della stampa straniera.
Padella
(ANSA)- NEW YORK, 9 APR -Il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare 83,4 miliardi di dollari per le operazioni militari in Iraq e Afghanistan.La richiesta -per il resto dell'anno fiscale 2009 - copre i rinforzi chiesti da Obama per l'Afghanistan e porta a quasi mille miliardi di dollari il costo complessivo delle due guerre, dagli attentati terroristici dell'11 settembre 2001.La cifra addizionale include 75,8 miliardi di dollari per le forze armate e 7 miliardi di dollari di aiuti all'estero.
Il "cespuglio" nero porta un vento di novità al mondo. Aumenta le spese militari per la rapina a contribuenti e "pezzenti" del terzo mondo, ma lo fa fra gli osanna dei media. I media dicono che è amatissimo. Sarà vero? Per poco comunque.
Padella
Ecco un articolo interessante:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5763
Ovviamente si parla sempre di crisi e di perchè della crisi. Ebbene sì anche io sono come un disco rotto: c'è chi parla sempre dei comunisti, come un disco rotto, e chi sempre di crisi e banche, almeno sul blog, come il sottoscritto, un'altro disco rotto.
Ad ogni modo dell'articolo di cui sopra mi piace soprattutto quanto scritto in conclusione:
Per quanto la finanza sia una cosa complicata, le sue strategie politiche non sono difficili da capire. Creando una crisi pressante che può essere affrontata solo da chi parla fluentemente un linguaggio troppo complesso per la gente comune, la combriccola di Wall Street ha reso la gran maggioranza degli americani estranea al suo stesso futuro politico. C'era un motivo fondato per cui negli stati Confederati era vietato insegnare agli schiavi a leggere: l'alfabetizzazione è potere. Nell'epoca dei CD e dei CDO, molti di noi sono finanziariamente analfabeti. Rendendo un'economia già fin troppo complessa ancora più complicata, Wall Street ha utilizzato la crisi per effettuare un cambiamento storico, rivoluzionario, nel nostro sistema politico - trasformando una democrazia in uno stato con due caste, in alto i burocrati finanziari ammanicati, in basso gli ignari consumatori.
La cosa più irritante di questa crisi finanziaria è il fatto che tanti di questi personaggi di Wall Street pensino di meritare davvero non soltanto i loro succosi bonus e il loro dispendioso stile di vita, ma anche il portentoso potere politico che i loro stessi errori gli hanno messo nelle mani. Se li si contesta, parlano del loro duro lavoro, le settimane lavorative di 90 ore, lo stress, i matrimoni falliti, le emorroidi e i calcoli biliari che li colpiscono prima di arrivare ai 40.
"No, aspetta un attimo!" Vi verrebbe da dirgli. "Nessuno vi ha chiesto di stare in piedi otto notti a settimana, cercando di diventare straricchi facendo collassare quel che resta dell'industria automobilistica americana, o vendendo 600 miliardi di mutui tossici e inesigibili a spogliarelliste in permesso di lavoro dal carcere o a impiegati di fast food. In effetti, pensandoci meglio, perché diavolo vi stiamo dando i soldi dei contribuenti? Perché invece non vi schiaffiamo tutti in galera?"
Ma ancor prima che finiate di parlare, loro stanno già facendo roteare le palle degli occhi, perché Voi Non Ci Arrivate.
Questa gente non ha mai fatto altro che fare soldi coi soldi, per fare sempre più soldi; sono esattamente come i dipendenti da crack, o i pervertiti ossessivi che si introducono nelle case per rubare biancheria intima. Eppure sono queste le persone nelle cui mani è affidato il nostro intero futuro politico.
Padella
Il conto ai cittadini
JOSEPH STIGLITZ
nytimes.com
La proposta di Obama di investire 500 o più miliardi di dollari per sistemare le banche americane in sofferenza è stata descritta nei mercati come un’operazione win-win-win, dove tutte le parti coinvolte vincono e nessuna perde. In verità è una proposta win-win-lose: vincono le banche, vincono gli investitori, perdono i contribuenti.
Il Tesoro americano spera di tirarci fuori da questo pasticcio replicando i metodi con cui il settore privato ha fatto crollare il mondo, cioè un eccesso di indebitamento nel settore pubblico, un eccesso di complessità, incentivi scarsi e mancanza di trasparenza. Proviamo a ricapitolare le cause dell’attuale disastro. Le banche sono finite - e hanno fatto finire noi - nei guai eccedendo nell’indebitamento, cioè utilizzando una parte relativamente piccola del loro capitale e prendendone a prestito una molto grande per comprare titoli immobiliari ad altissimo rischio. Per farlo hanno usato strumenti altamente complessi, come le obbligazioni collateralizzate di debito. La prospettiva di alti guadagni ha dato ai manager l’incentivo a essere miopi e assumere rischi eccessivi, anziché prestare il denaro con oculatezza. Le banche hanno fatto questi errori senza che nessuno lo sapesse, anche perché molti erano finanziamenti «fuori bilancio».
In teoria il piano dell’amministrazione Obama lascia che sia il mercato a determinare il prezzo dei «titoli spazzatura» delle banche - compresi i prestiti per la casa e i titoli basati su quei prestiti. La realtà, però, è che il mercato non valuterà gli asset tossici in sé, ma le opzioni su quegli asset. Le due cose hanno ben poco a che vedere l’una con l’altra. Il piano del governo comporta infatti l’assicurazione di quasi tutte le perdite, con la conseguenza che gli investitori privati, liberi dalle perdite, «valuteranno» innanzitutto i loro guadagni potenziali. Questo significa dare loro un’opzione.
Prendiamo un asset che abbia 50-50 probabilità di valere, nel giro di un anno, o zero o 200 dollari. Il suo «valore» medio è perciò di 100 dollari, cioè il prezzo che spunterebbe in un mercato competitivo. Nel piano del segretario al Tesoro Timothy Geithner il governo metterebbe circa il 92% del denaro necessario a comprarlo, ma riceverebbe solo il 50% degli eventuali guadagni, assorbendo praticamente tutte le eventuali perdite. Che razza di partnership è mai questa?
Ipotizziamo che uno dei fondi pubblico-privati che il Tesoro ha promesso di creare intenda sborsare per quell’asset 150 dollari. Questo è il 50% più del suo effettivo valore, e la banca è ben felice di venderlo. Il partner privato mette 12 dollari e il governo il resto - 12 dollari in «equity» più 126 dollari sotto forma di prestito garantito. Se, nel giro di un anno, il valore effettivo dell’asset diventa zero, il privato perde 12 dollari e il governo 138. Se invece il valore effettivo è di 200 dollari, il governo e il partner privato si dividono i 74 dollari che rimangono dopo aver restituito il prestito di 126. In quel roseo scenario, il privato triplica il suo investimento di 12 dollari ma il contribuente, pur avendo rischiato 138 dollari, ne guadagna appena 37. Anche in un mercato imperfetto non si dovrebbe confondere il valore di un asset con il valore dell’opzione su quell’asset.
È però probabile che gli americani perdano ancora di più per via di quell’effetto chiamato «selezione avversa». Poiché le banche possono scegliere i mutui e i titoli da vendere, saranno inclini a vendere gli asset più tossici, in particolare quelli che, secondo loro, sono sovrastimati dal mercato. È però probabile che il mercato capisca il gioco e abbassi il prezzo che è disposto a pagare. Solo un governo che si faccia carico di una quantità sufficiente di perdite riesce a contrastare la «selezione avversa». In questo caso il mercato non si preoccuperà se le banche lo «imbrogliano» vendendo i loro titoli peggiori, tanto paga il governo.
Il vero problema è che le banche hanno creato la bolla speculativa sui mutui subprime e hanno fortemente speculato con denaro preso a prestito. Hanno perso il loro capitale, e questo capitale dev’essere rifuso. Pagare il giusto valore di mercato per gli asset non basta. Solo pagandoli più del dovuto le banche verranno adeguatamente ricapitalizzate. Ma superpagare gli asset significa semplicemente spostare le perdite sul governo.
Alcuni americani temono che il governo possa «nazionalizzare» temporaneamente le banche, ma questa opzione sarebbe preferibile al piano Geithner. Dopo tutto la Fdci - Federal Deposit Insurance Corp, l’Agenzia governativa che svolge il ruolo di garante per i depositi presso le banche americane - ha già preso in precedenza il controllo di banche a rischio fallimento, e ha agito bene..
Quello che l’amministrazione Obama sta facendo è peggio di una nazionalizzazione: è pseudo capitalismo, che privatizza gli utili e socializza le perdite. È una «partnership» in cui un partner rapina l’altro. Una partnership del genere - con il controllo nelle mani private - dà stimoli perversi, ancora peggiori di quelli che ci hanno portato nel caos attuale.
Allora, dove sta l’attrattiva di una proposta del genere? Forse è il tipo di «macchina di Rube Goldberg» che Wall Street adora - intelligente, complessa e non trasparente, che consente ingenti trasferimenti di ricchezza ai mercati finanziari. Essa ha permesso all’amministrazione Obama di non dover tornare al Congresso a chiedere il denaro necessario a salvare le nostre banche, fornendo una strada per evitare la nazionalizzazione.
Il problema è che noi già soffriamo di una crisi di fiducia. Quando gli alti costi del piano Geithner diventeranno evidenti, ci sarà un’ulteriore erosione di fiducia. A quel punto il compito di ricreare un settore finanziario vivace, e di resuscitare l’economia, sarà ancora più difficile.
Versione originale:
Joseph Stiglitz
Fonte: www.nytimes.com
Link: http://www.nytimes.com/2009/04/01/opinion/01stiglitz.html?_r=1&scp=2&sq=stiglitz&st=cse
1.04.2009
Versione originale:
Fonte: www.lastampa.it/
Link: ttp://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5796&ID_sezione=&sezione=
6.04.2009