Il Baltic Dry Index
The Baltic Dry Index (BDI) is a number issued daily by the London-based Baltic Exchange. Not restricted to Baltic Sea countries, the Index tracks worldwide international shipping prices of various dry bulk cargoes.The index provides "an assessment of the price of moving the major raw materials by sea. Taking in 26 shipping routes measured on a timecharter and voyage basis, the index covers Handymax, Panamax, and Capesize dry bulk carriers carrying a range of commodities including coal, iron ore and grain."
Il Baltic Dry Index monitora l'andamento dei costi di trasporto via cargo di materie prime e semilavorati. E' quindi un indice molto seguito dagli analisti finanziari perchè precursore di crisi e riprese dei commerci mondiali.
Ricordo Tremonti che, parlando di Armaggeddon finanziario evitato ,faceva riferimento a non precisati indici di monitoroggio dei trasporti che erano in ripresa e che facevano sperare che si stesse fuori dal peggior momento della crisi. Il baltic era probabilmente uno di questi.
http://www.bloomberg.com/apps/cbuilder?ticker1=BDIY%3AIND
Il Baltic da luglio 2008 a Marzo 2009 ha perso qualcosa come il 90% del suo valore. Il che significa che se a Luglo 2008 spedire alluminio in Cina costava 100 €, a Marzo 2009 ne costava solo 10 di €!
Si da il caso che, dopo una crescita sostenuta nel mese di Maggio, il baltic abbai segnato battute di arresto in giugno e persino un lieve regresso.
Occhio quindi ai rettili che parlano di ripresa come se tutto fosse passato[1]. Prima di riprendere ad investire e impegnare risparmi occorre pensarci bene. Potremmo essere all'inizio di un nuovo e più agghiacciante tunnel finanziario. Comunque non siamo ancora fuori dal primo tunnel.
Padella
[1] (ANSA) - ROMA, 16 GIU - Il governatore di Bankitalia Mario Draghi invita da Berlino ''cominciare a considerare le strategie di uscita alla recessione''. Tra le misure invocate dal governatore, che e' anche presidente del Financial Stability Board, c'e' l'uscita delle politiche di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico e l'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione.
